IL DISTURBO da SINTOMO SOMATICO

Il termine Psicosomatico sottolinea la relazione che c’è tra il mondo affettivo ed emotivo col soma, intende unire il funzionamento della mente col funzionamentod del corpo in quanto i pensieri e le emozioni partecipano allo sviluppo e al mantenimento del disturbo. I disturbi da Sintomi Somatici sono caratterizzati, secondo il manuale diagnostico e statistico DSM 5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), dalla presenza di sintomi fisici, non intenzionali, che fanno pensare a una condizione medica che invece non risulta dalle indagini strumentali. Per questo motivo il paziente può avere difficoltà ad accettare la diagnosi di disturbo da Sintomi Somatici in quanto sente svalutata la sua paura per un “male” maggiore e tentare la ricerca di indagini più complesse e sofisticate nella speranza di trovare una soluzione attraverso farmaci e/o interventi chirurgici “esplorativi” con la fantasia di risolvere il “problema”.

I fattori psicologici ed emotivi appaiono collegati con questi sintomi che non sono intenzionalmente prodotti dal soggetto, ma che possono causare una ridotta funzionalità a livello sociale, lavorativo e relazionale. Essi hanno un ruolo importante nell’esordio, nella gravità e nel mantenimento del sintomo.

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QUALI SONO I DISTURBI da SINTOMI SOMATICI?

Disturbo da Sintomi Somatici si divide in:

Nel Disturbo da Sintomi Somatici i criteri individuati dal DSM-5 sono i seguenti:

uno o più sintomi somatici che procurano disagio o portano alterazioni significative della vita quotidiana da almeno sei mesi.

     Pensieri, sentimenti e comportamenti eccessivi correlati ai sintomi somatici o associati a preoccupazioni relative alla salute. È necessario ci sia almeno uno dei seguenti criteri:

  1. Pensieri sproporzionati e persistenti circa la gravità dei propri sintomi.
  2. Livello costantemente elevato di ansia per la salute o per i sintomi.
  3. Tempo ed energie eccessivi dedicati a questi sintomi o a preoccupazioni riguardanti la salute.

     Sebbene possa non essere presente continuativamente alcuno dei sintomi, la condizione di essere sintomatici è persistente, più di sei mesi.

     La gravità dei sintomi può essere:

  1. Lieve se è soddisfatto solo uno dei tre criteri.
  2. Moderata se sono soddisfatti due o più criteri.
  3. Grave se sono soddisfatti due o più criteri, oltre ai quali ci sono altri sintomi fisici o un sintomo fisico grave per la persona.

     È necessario che i sintomi causino un disagio significativo e/o una compromissione del funzionamento sociale e/o lavorativo da almeno sei mesi e non siano motivati dalla conseguenza di una condizione medica o psichiatrica.

° Nel Disturbo da Ansia di Malattia, più che lamentare dei sintomi somatici, questi pazienti sono profondamente preoccupati dell’idea di avere una malattia fisica. La preoccupazione deve perdurare da almeno sei mesi. Ovviamente se la malattia è presente, la preoccupazione è sproporzionata rispetto al quadro clinico anche se ci sono prove oggettive che dimostrano la curabilità della malattia perché sono difficilmente rassicurabili. Spesso queste preoccupazioni esprimono in realtà le caratteristiche di un Disturbo Ossessivo.

 ° Nel Disturbo di Conversione teorizzato da Freud come una forma di Isteria di conversione nel senso che il paziente converte il conflitto psicologico in un disturbo neurologico funzionale, con presunta perdita di funzioni motorie e sensoriali. Si possono percepire dei sintomi funzionali, come la cecità isterica o addirittura la paralisi, senza che siano riscontrate reali patologie fisiche. Il disturbo o il deficit funzionale causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo, scolastico o altre aree importanti.

I fattori psico-sociali che possano scatenare questa sintomatologia sono: maltrattamenti e abusi, lutti, conflitti relazionali e forti stress. Si sviluppa principalmente all’inizio della pubertà e la prima età adulta e colpisce maggiormente le donne. Esso permette un vantaggio primario psico-emotivo ed immediato nel contesto affettivo o lavorativo in cui il paziente vive e può esserci una relazione simbolica tra il tipo di sintomo conversivo e l’impulso inaccettabile che la persona rifiuta di manifestare verbalmente.

° Nel Disturbo Fittizio o Sindrome di Münchausen. La Sindrome prende il nome dal Barone di Münchausen, famoso personaggio del 1700 per i suoi racconti fantasiosi e divertenti tradotti in diverse lingue, tra cui il suo viaggio sulla luna o il suo mantello che ha contratto la rabbia dal morso di un cane, ecc.

Il disturbo può essere causato a sé o agli altri. Verso gli altri nel senso che la persona induce, stimola in un’altra persona dei sintomi per prendersi cura di quest’ultima. Il caso tipico è la madre che induce sintomi nei figli piccoli. Quando invece causa sintomi a se stesso, la persona falsifica segni e sintomi fisici o psicologici o di un infortunio o di una malattia per avere l’attenzione medica e può infliggere lesioni a sé o agli altri e poi prendersene cura. Possono ingannare anche medici esperti.

     La Sindrome del Colon Irritabile (Irritable Bowel Syndrome; IBS) è un Disturbo da Sintomi Somatici e si caratterizza per una serie di disturbi persistenti che non dipendono da alcuna patologia lesionale conosciuta:

  • dolore o disagio addominale, alleviato con la defecazione
  • cambiamento nella frequenza delle feci
  • alterazione dell’aspetto, del colore e dell’odore delle feci (feci dure, sciolte o acquose)
  • alterazione del passaggio delle feci (con sforzo o urgenza, con la sensazione di evacuazione incompleta)
  • produzione di muco
  • rigonfiamento o sensazione di rigonfiamento addominale

I sintomi devono essere continui o verificarsi per almeno 3 mesi.

I sintomi psicologici conseguenti alla Sindrome sono spesso ansia, depressione dal 50% al 90%.

 

Se i sintomi perdurano nel tempo possono determinare vere e proprie patologie:

Nell’apparato gastrointestinale (colite ulcerosa, reflusso gastrico, ulcera peptica, gastrite, colon irritabile, stipsi o diarrea)

Nell’apparato cardiocircolatorio (ipertensione, tachicardia, cardiopatia ischemica, aritmie cardiache)

Nell’apparato urogenitale (eiaculazione precoce, dolori mestruali, enuresi, impotenza, ecc…)

Nel sistema cutaneo (la psoriasi, la dermatite atopica, ecc…)

Nell’apparato respiratorio (asma bronchiale, infezioni respiratorie, ecc…)

Nell’apparato muscolo-scheletrico (crampi muscolari, artrite, lombalgia, ecc…)

Nel sistema endocrino (iper o ipotiroidismo, diabete, ecc…)

 

QUALI SONO LE CAUSE?

L’origine del problema psicosomatico è influenzata da diversi fattori come la personalità del soggetto, il tipo di costituzione, le pressioni sociali, fattori ambientali, ecc…. Può succedere che in un certo momento della vita il soggetto viva una situazione di crisi affettiva o esistenziale o lavorativa o un momento di transizione (es: il matrimonio o la nascita di un figlio o un cambio lavorativo) al quale attribuisce un valore negativo, pensando di non riuscire a gestire l’evento o le pressioni ambientali. La non superabilità del problema e il mantenersi in una condizione di attesa portano alla manifestazione di un Disturbo da Sintomi Somatici.

La sintomatologia comprende sempre disturbi sia psichici sia fisici, anche se spesso i pazienti tendono a svalutare i primi. i sintomi psichici sono: ansia, nervosismo, irritabilità, svogliatezza, indecisione, affaticabilità, difficoltà di concentrazione, astenia, lentezza, timori e paure legate al disturbo.

COSA SA L’AMMALATO?

Parto dal presupposto, ormai riconosciuto da medici, psichiatri, psicoterapeuti e operatori della salute, che la sofferenza, lo stress, il disagio psicologico ed emotivo sono strettamente connessi col malessere dell’organo, in quanto la mente e il corpo sono in stretta connessione.

Da parte sua l’ammalato tende a informarsi in modo limitato di ciò che gli sta succedendo, ricerca il nome della malattia, la cura, la prognosi e altri dati legati ad essa. Si delega il medico, che sa. il malato spesso non cerca un’integrazione con ciò che è il suo modo di essere (mentale e d emotivo) e l’organo soffrente.

La maggior parte delle persone che soffrono di un sintomo psicosomatico non conoscono adeguatamente l’organo malato e le connessioni con se stessi.

L’INTERVENTO INDIVIDUALE (cliccare)

La persona da semplice “informato” deve diventare attore principale. È lui che deve essere al centro del nostro sguardo. Deve sapere che si può contare sul corpo, perché è fatto in modo ottimale per quello che ci si aspetta. Gli organi sono perfettamente disegnati e organizzati per compiere le loro funzioni in modo armonico tra di loro.

Il sintomo rappresenta il tentativo del corpo di gestire un disagio che il “malato” sta vivendo col mondo esterno e che non riesce a gestire da solo. Può essere influenzato dalla modalità famigliare di gestire le pressioni esterne o le aspettative nella relazioni con gli altri. Divieti, valori, paure, bisogni e aspettative “passano” da una generazione all’altra incarnandosi nel tessuto somatico. La persona non riesce a trovare un compromesso fra i suoi bisogni autentici (non condizionati dalla famiglia e la società) e le richieste dell’ambiente.

Il professionista della salute può facilitare nel malato il contatto col suo corpo utilizzando strumenti e tecniche che gli permettano di integrare le parti somatiche, psichiche ed emotive fra loro. Vedi Approccio Psicosomatico (cliccare)

L’organo diventa allora un amico che ci valorizza i nostri bisogni autentici che abbiamo difficoltà ad esprimere. È lui che ci impedisce di auto-ingannarci, che ci ferma, che ci chiama per non dimenticarci di noi stessi.

L’INTERVENTO DI GRUPPO (cliccare)

LA CURA PSICOTERAPEUTICA

Secondo Adriana Schnake (1998) “[…] il corpo ha una modalità di parlare incredibilmente simile in tutti gli esseri umani. Modalità che diviene definitivamente personale ed individuale nel dialogo […]”.

Per far ciò è necessario un professionista che conosca il funzionamento, le caratteristiche anatomiche e fisiologiche dell’organo. L’obiettivo è di favorire un processo di integrazione tra mente e corpo.

La “guarigione” di un organo non è più vista come ritornare alla condizione preesistente di salute, ma la possibilità di operare un cambiamento personale a livello cognitivo, emotivo e comportamentale della persona.

L’intervento di Psicosomatica Individuale Breve (5 sedute) utilizza la tecnica gestaltica delle due sedie e le metafore somatiche, che restituiscono al soggetto il potenziale di guarigione di cui ognuno è naturalmente dotato. L’organo portatore di un malessere in realtà è anche portatore della risposta alla propria sofferenza, vissuta in quel momento della vita.

In quest’ottica il disturbo da Sintomi Somatici di per sé può essere considerato come una modalità di risposta per la sopravvivenza dell’organismo alle sollecitazioni ed agli stress della vita rispetto alle proprie risorse personali e alle aspettative su di sé e sugli altri.

Patrizia Baroncini L. D.