Disturbi di Personalità

Disturbi di Personalità

IL DISTURBO DI PERSONALITA’

Il disturbo di Personalità è dato dall’insieme di pensieri, emozioni e comportamenti che vengono espressi con rigidità e ripetitività. Il problema non è la manifestazione di specifici atteggiamenti o sintomi, ma la loro ripetitività rigida nel tempo.

Secondo la teoria evoluzionista sviluppata di Theodore Millon (alla fine degli anni ’60): ogni individuo funziona secondo modalità di pensare, percepire e comportarsi che vengono definite “stili”. Lo stile di per sé non è patologico, ma può determinare meccanismi più difficoltosi di adattamento alla vita.

Secondo questa teoria la personalità patologica si caratterizza per tre componenti:
1- scarsa stabilità sotto stress;
2- scarsa flessibilità adattiva;
3- tendenza a coinvolgersi ripetutamente in processi che perpetuano le stesse difficoltà, senza possibilità di apprendere dall’esperienza metodi per evitare di ricadere nelle situazioni problematiche.

Nel test Millon i punteggi <75 si riferiscono a un individuo non rigido e ripetitivo che riesce quindi a essere flessibile alle richieste del contesto e a trovare delle soluzioni per adattarsi ad esso.

Il DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, quarta edizione) classifica i Disturbi di Personalità come: “…una configurazione duratura di esperienze e comportamenti interiori che devia marcatamente dalle aspettative della cultura dell’individuo; è pervasivo e inflessibile, compare nell’adolescenza o all’inizio dell’età adulta, è stabile nel tempo e comporta sofferenza o inabilità” e aggiunge:
“[…] è considerato disfunzionale nel momento in cui incide nel funzionamento della persona […]”.

Questo significa che il sintomo non è classificabile come patologico se è occasionale o se non comporta un disagio nel funzionamento sociale e familiare della persona.

Secondo Merikangas e Weissman (1986) “…i disturbi di personalità costituiscono una delle più importanti fonti di danno a lungo termine nelle popolazioni […] quasi un adulto su dieci nella popolazione generale […] soffre di uno dei disturbi di personalità”.

Lorna Smith Benjamin (1999), Psicologa e Psicoterapeuta, analizzando i disturbi di Personalità, ha integrato la dimensione interpersonale e relazionale con i criteri del DSM-IV, per favorire una maggiore consapevolezza nelle persone che vogliono conoscersi maggiormente e nei professionisti che vogliono migliorare il loro intervento terapeutico.

L’approccio interpersonale della Benjamin è un aiuto per comprendere maggiormente come lo stile di personalità di ognuno di noi può attivare emozioni e atteggiamenti specifici.

DISTURBI DI PERSONALITA’

Per la descrizione dei diversi stili di personalità, mi avvalgo dei concetti del DSM-IV e del modello Interpersonale di Lorna Smith Benjamin (1999), mentre per la diagnosi di disturbo di Personalità utilizzo il Millon Test (Theodore Millon).

Il punteggio del Millon test va da un minimo di zero a un massimo di centoquindici. A livello di normalità, con punteggi bassi al test Millon (sotto a 75), l’individuo ha degli aspetti che lo caratterizzano nel suo modo di essere e di funzionare, ma non è rigido, riesce a essere flessibile alle richieste del contesto e trova delle soluzioni per adattarsi ad esso.

Fig. 1

Nella figura 1 si possono osservare i risultati del test Millon con un punteggio significativo superiore a 75 nello stile Istrionico  e anche nel Compulsivo (Ossessivo). Quando il punteggio è significativo vuol dire che la persona ha degli atteggiamneti rigidi che possono creargli difficoltà relazionali. Si parla di disturbo di Personalità. In questo caso la persona tende a proporsi con delle risposte rigide e ripetitive, che causano disagio a sé e all’altro generando sensazioni di incomprensione o di insoddisfazione. L’individuo diventa vittima dei suoi stessi meccanismi che lo spingono a non adattarsi adeguatamente alla realtà esterna.

Fig. 2

Nella figura 2 i punteggi sono inferiori a 75 e quindi la persona non ha un disturbo di Personalità, sa interagire col contesto in modo positivo e flessibile. Questo significa che non ci sono atteggiamenti classificati come patologici.

Bibliografia
– Benjamin, L. S. (1999). Diagnosi interpersonale e trattamento dei disturbi di personalità, Las, Roma.
– American Psychiatric Association (1995). DSM IV. Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali. A cura di: P. Pinochet; Edizione Italiana a cura di V. Andreoli, GB. Cassano, R. Rossi, Masson, Milano.
– Millon T. (1983). Millon Clinical Multiaxial Inventory Manual. (3rd edition). Interpretative scoring Systems. Minneapolis, Minnesot.

Dott.ssa Patrizia Baroncini L.D.

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